Il Gatto Bengala – noto anche come Bengalese o Bengal
–
è un gatto grosso e muscoloso, con le zampe posteriori
leggermente
più alti delle spalle, con il mantello –
a macchie o striato, ma sempre
con la parte terminale
della coda nera – spesso molto morbido.
L’età
media è di dieci-quindici anni.
L’origine della razza risale agli anni Settanta-Ottanta quando
il dottor Centerwall, genetista statunitense, incrociò il gatto
leopardo-asiatico (che è un gatto selvatico) con un gatto domestico.
La razza Bengala è stata riconosciuta ufficialmente nel 1991.
Questo incrocio avvenne nel corso di una ricerca sulla leucemia felina.
L’idea alla base di questa nuova razza è di voler preservare
una grande somiglianza con gli antenati selvatici ma avendo esemplari da compagnia dal carattere socievole e affidabile.
Naturalmente i primi gatti non avevano un carattere proprio socievole,
viste le origine.
Agli inizi i gatti di razza Bengala erano molto timidi e questo non stupisce considerate le origini; le generazioni seguenti stanno diventando sempre più amichevoli e giocose.
È bene non dimenticare le origini di questi gatti e può capitare che abbiano problemi di aggressività territoriale e verso gli altri gatti. Sono gatti che, pur amando la compagnia degli esseri umani, risultano molto indipendenti e, pertanto, è fondamentale che inizino la familiarizzazione con gli umani fin da piccoli.
Sono gatti che amano l’acqua, caso abbastanza raro nel mondo dei mici.
Inoltre sono molti chiacchieroni: emettono un verso piuttosto
stridulo che non a tutti può piacere.
Amano stare fuori e prediligono gli ampi spazi alle ristrette mura di casa:
spesso gli allevatori non danno questo tipo di informazioni, ma è
bene saperlo se decidete di adottare un gatto di razza bengala.
Per quel che riguarda la salute, al momento non ci sono difetti
congeniti ed ereditari noti.
Fonte: Petsblog.it



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