Fa
ormai parte dell'immaginario collettivo la toccante scena del
pompiere
che
soccorre un gattino che non riesce più a scendere da un albero.
In
effetti, è proprio vero: un gatto si arrampica con molta facilità
aiutato
dai formidabili artigli e dal corpo agile, ancora meglio
se
la superficie è ruvida e anche tenera come la corteccia di un albero
e
gli piace un mondo, ma la discesa per lui è difficilissima;
quando
poi si tratta di un micio giovane, diventa un'impresa improbabile.
Il
corpo di un gatto è strutturato in modo che l'azione del movimento
(camminare,
correre, saltare, arrampicare) viene sempre dagli arti posteriori,
ma
i muscoli lombari non agiscono da freno.
Le
unghie sono ricurve, e quindi si aggrappano bene in salita
ma
non frenano in discesa. In questo modo il movimento verso il basso
è
sempre più accelerato e il gatto fatica a controllarlo, lasciandosi
spesso
(specie se è un micio inesperto) immobilizzare dal panico.
Dopo
le prime disastrose esperienze, un gatto di solito capisce
qual
è il modo corretto di scendere in verticale e non sarà più
necessario
mobilitare
l'intero quartiere per toglierlo dai guai.
