Visualizzazione post con etichetta Intelligenza dei gatti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Intelligenza dei gatti. Mostra tutti i post

giovedì 6 marzo 2014

Il gatto: un bel cervello


Un gatto è sempre in osservazione del mondo, la sua mente riconosce
i diversi pericoli e lui sta molto attento a evitarli.

Ha un'elevatissima capacità di apprendimento, basato proprio sull'osservazione
e sul confronto delle esperienze.

La sua testolina lavora incessantemente per elaborare strategie utili
a ottenere i risultati desiderati: come riuscire a mangiarsi il canarino nella gabbietta
lassù senza farsi sorprendere, come coinvolgervi nel gioco, come riuscire a
entrare nella lavatrice a altre cose del genere.



Il cervello del gatto è molto simile a quello di un essere umano per
funzionalità e struttura: molti ricercatori sono convinti che studiarlo
aiuterà a comprendere meglio anche la natura umana.
Un micio elabora i pensieri per adattarsi ai cambiamenti e per apprendere attraverso l'osservazione, l'imitazione e con tentativi ed errori.


E' interessante notare che un gatto sembra imparare più velocemente
dall'esempio della sua mamma piuttosto che da altri gatti, però imita
l'essere umano, forse proprio perché lo considera una madre adottiva.


Dall'osservazione del comportamento umano, con molta perseveranza
nei tentativi, il gatto impara in modo diretto a fare determinate cose,
come aprire le porte, accendere le luci, fare pipì nel bidet, utilizzando
anche la sua ottima memoria.

Rispetto a i cani, 
i gatti hanno una maggiore capacità di affrontare
i problemi: 
c'è chi ha detto definito quella del gatto un'intelligenza
di tipo “enigmistico”, 
in altre parole adora risolvere i problemi e, se non
ne ha, se li inventa.  
Per farlo usa tecniche, diciamo “di pronto consumo”
nasconde la palla per poi cercarla, tenta di afferrare un determinato oggetto
collocato in una posizione quasi inaccessibile, si mette a cacciare insetti
invisibili, cerca di entrare in posti impossibili.